UNIVERSITA' DI PADOVA
Palazzo del Bo' : Università di Padova |
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Università di Padova - Palazzo del Bo'
Il grande edificio che sorge al centro della città tra il Caffè Pedrocchi e il Municipio, viene popolarmente chiamato "Il Bo" perchè realizzato inglobando un antico albergo che aveva appunto il bue come insegna, trovandosi accanto alle macellerie d'un tempo. L'università di Padova venne fondata nel 1292 da un gruppo di scolari e professori allontanatisi da Bologna: da allora l'attività dello Studio come allora si definiva, venne protetta e favorita dai vari governi succedutisi. Nel 1493 le varie scuole (leggisti, artisti) sparse per la città furono riunite nell'attuale sede che si ampliò vieppiù fino ad occupare tutto l'attuale isolato: furono così inglobate le case di antiche famiglie padovane come i Carraresi, i Papafava, i Capodivacca. Nel 1922 furono aggiunti gli edifici su Riviera dei ponti Romani e nel 1942 infine venne sistemato il complesso nelle attuali forme. L'insieme è articolato in due parti: il blocco antico e quello moderno. La parte antica ruota attorno al cortile realizzato da Andrea Moroni, con un doppio loggiato completamente rivestito all'interno da stemmi collocati da scolari e professori che dal 1542 al 1688 frequentarono lo Studio. In questa ala è conservato il teatro anatomico costruito nel 1594, unico nel suo genere anche perchè solamente qui si potevano sezionare cadaveri a scopo scientifico. Sempre in quest'ala è la cattedra lignea da dove insegnava Galileo Galilei.
La moderna ala è invece organizzata attorno a due cortili. Tutta la decorazione interna venne affidata a pittori e scultori contemporanei, tra cui Arturo Martini, lo scultore che realizzò il "Palinuro" della scala del Rettorato; e Severini e Mascherini, autori di numerosi affreschi. La torre, già appartenuta ai Carraresi, risale al 1289, ma per motivi statici, gli stessi per cui la campana del Bò non suona più, venne ridotta nel 1914. Il Caffè Pedrocchi, che con una pianta a forma di pianoforte si eleva accanto al Bò, venne realizzato da Giuseppe Jappelli tra il 1826 e il 1831. Aperto tutto il giorno e la notte fino alla Prima Guerra Mondiale (di qui il detto dI Padova, città col caffè senza porte, il Santo senza nome e il prato senza erba Prato della Valle) , costituiva il centro della vita artistica e letteraria dello Ottocento. Il piano superiore era sede di un Circolo cittadino, e presenta una serie di stanze, ognuna arredata e decorata in stili differenti: egizio, rinascimentale, ercolaneo. Dal 1891 il Caffè è per testamento degli eredi proprietà del Comune di Padova. |
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