SANT'ANTONIO DA PADOVA - IL SANTO DI PADOVA
Basilica del Santo |
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| Basilica di Sant'Antonio da Padova - Il SantoNel 1231 moriva a Padova frate Antonio, dei minori francescani. Sepolto nella chiesetta di S. Maria Mater Domini (l'attuale cappella della Madonna Mora), fu subito oggetto di culto e soggetto di miracoli, per cui tra il 1265 e il 1310 venne realizzata l'attuale fabbrica della Basilica, dall'alta facciata (m. 27x38) , dalle otto cupole (la centrale alta m. 67) e dalle due caratteristiche torri campanile, che le danno un aspetto vagamente orientale. Il tempio fu subito oggetto di attenzioni e cure, anche da parte del Comune di Padova: vi furono chiamati anzi i più valenti artisti per decorarlo, a partire da Giotto che, sembra, lavorò per il capitolo dei Frati, nell'attuale omonimo chiostro. La tomba del Santo, nell'omonima cappella, si trova alla destra dello altare maggiore: è opera dello scultore Tiziano Aspetti ed è circondata da rilievi in marmo con storie del Santo, opera di famosi scultori cinquecenteschi (Sansovino, Lombardo, Campagna). Di fronte, si trova la cappella di San Felice, realizzata nel 1372 dal capitano dei Carraresi, Bonifacio dei Lupi di Soragna. Tra il 1374 e il 1378 venne completamente affrescata da Altichiero con storie di San Giacomo, caratterizzate dal gusto narrativo e realistico delle figure. L'altare maggiore, al centro di un'abside ampia circondata da un deambulatorio che porta alla cappella del Tesoro, è decorato con le sculture in bronzo realizzate da Donatello nel 1444, per il suo altare poi demolito. Un grande Crocifisso sovrasta la Madonna col Bimbo seduta in trono, circondata dalle statue dei Santi protettori di Padova, Giustina, Antonio, Daniele e Prosdocimo, e dai Santi Ludovico e Francesco. Ai fianchi, sono tredici pannelli in bassorilievo che raffigurano angeli e storie del Santo. E' da ricordare poi nella cappella della Madonna Mora la presenza di affreschi di Giusto de' Menabuoi, attivo nel 1382 l'attigua cappella del Beato Luca Belludi, con storie dei SS. Filippo e Giacomo: qui anzi compare la prima veduta nota di Padova. Sempre di Donatello, sul sagrato della Basilica, è il monumento equstre ad Erasmo da Narni, detto Gattamelata, condottiero della Repubblica Veneta. Fu realizzato nel 1447, ed è la prima statua fusa dopo l'antichità classica. Sempre sul sagrato, s'affaccia la cappella di San Giorgio, dei Lupi di Soragna. Realizzata nel 1377, aveva al centro un grande mausoleo di pietra e terracotta distrutto nel 1582, ed è completamente affrescata con storie di S. Giorgio, S. Caterina e S. Lucia, opera di Altichiero da Verona, attivo in quel tempo per gli stessi Lupi nella cappella di San Felice al Santo. Il ciclo si caratterizza ancora per le capàcità realistiche e narrative del pittore veronese. Accanto all'oratorio, è la Scuola del Santo, con un ciclo di affreschi tra cui spiccano quelli di Tiziano (1510-11) e del Montagna. Gli altri spettano ad artisti di scuola padovana (Stefano dell'Arzere, Campagnola). |
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